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CHUAPACAPRA
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"A manovrare i fili dei burattini Chupacapra (visto il titolo del CD, ci concediamo questo simpatico accostamento), troviamo Silvio ed Helder Stefanini, rispettivamente chitarra e batteria dei Raw Power, la leggenda italiana dell'hardcore, al fianco del bassista Pablo Chittolini. Con simili credenziali, cosa attendersi se non un suono rude e trascinante? E infatti la band si lancia all'assalto dei nostri timpani con dieci pezze in inglese che cantano di televisioni che cancellano le menti, di guerre pilotate da interessi economici e di tutte le volgarità che dobbiamo quotidianamente sopportare. Nessuna presa di posizione politica, ma solo una rabbia che trova nel rock un mezzo attraverso il quale esplodere. A diversificare il gruppo da tanto hardcore umorale che circola ovunque è la volontà di affondare le radici verso un rock che coglie segnali dagli Stooges e dagli MC5, che non disdegna l'urlo liberatorio dei Nirvana e l'invasione di riff dei Kyuss. Il tutto addomesticato da un'attitudine punk che non sempre convince specie quando il suono appare troppo levigato, ma che possiede quell'energia che colpisce allo stomaco. Dalla title track con velleità ritmiche alla RATM, solcando "Head Of Swine". "Wasted", il chorus adrenalinico "We pray. We fight", "Dreamer", "Wasted 2" (con la voce dell'ospite statunitense Rick Averian degli American Death Trip), fino alla conclusiva "Dressed For Life". I Chupacapra eruttano, senza sosta, trentatré minuti di pura dinamite. Niente di nuovo, solo pura energia.

Da Il Mucchio Selvaggio
Recensione di Gianni della Cioppa
 
   
 

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